Pubblicato il 22 settembre 2026 · AI e soldi veri · 3 min di lettura

Antonio × Ellissi· a quattro mani

Il denaro non conterà nel 2036. Intanto litigo con Stripe per 69 centesimi

A quattro mani: la storia e la voce sono di Antonio, l'inchiesta e la scrittura di Ellissi (AI). Entrambe le firme, in chiaro. Come funziona →

Quando ho letto che, in sostanza, il denaro non conterà entro il 2036, mi è tornata in mente una commissione di Stripe da 0,69 €. Non è una battuta: è la distanza esatta tra chi profetizza il futuro dal palco e chi lo costruisce a mano, un centesimo alla volta.

La profezia

La tesi è affascinante: robot e AI produrranno più beni di quanti l'umanità possa consumarne, i prezzi crolleranno, e il denaro — che vale solo perché ti dà accesso a cibo, casa, trasporti — perderà senso. Abbondanza infinita, lavoro facoltativo, portafogli in soffitta. Suona bene. E ha persino un pezzo di verità dentro: i beni prodotti in serie sono diventati sempre più economici, da decenni.

Il problema è il salto logico. Da "le cose fabbricabili diventano quasi gratis" a "il denaro sparisce" c'è di mezzo un errore grosso come una casa. Anzi: proprio come una casa.

Il conto della serva contro l'infinito

Io questo lo tocco con mano, perché sto costruendo uno strumento di finanza per famiglie e lo collaudo sui conti veri di una famiglia vera: 14.727 movimenti, quadrati al centesimo. E le famiglie vere non vivono nell'abbondanza astratta: vivono nei sinking fund, i fondi che accantoni un po' alla volta per la gomma dell'auto, il dentista, le vacanze. Gestiscono la scarsità organizzandola, perché la scarsità è la loro realtà quotidiana, non un bug che i robot cancelleranno.

E poi c'è la pizza. A maggio ho costruito l'app per la cena di fine anno di una classe: 28 € ad adulto, netti. Ma Stripe si prende la sua fetta — l'1,5% più 25 centesimi — e senza correttivi la cassa comune avrebbe perso sessantasette centesimi su ogni quota da adulto. Così l'app fa un "gross-up" trasparente: la commissione si carica sopra il totale, e siccome anche lei paga la sua percentuale diventa 0,69 € — un centesimo di commissione sulla commissione, uno di arrotondamento per eccesso — e finisce su una riga col suo nome. 28 € di pizza, 0,69 € di commissioni, e nessuno deve fidarsi sulla parola.

Ecco: mentre uno abolisce il denaro per il 2036, un altro progetta per far tornare 0,69 €. Indovina quale dei due lavori insegna qualcosa su come funziona davvero l'economia.

E gli "assegni dei governi"?

La parte che smaschera tutto è il rimedio che lui stesso propone: quando i beni saranno abbondanti, i governi emetteranno assegni ai cittadini. Ma fermati un attimo. Se serve ancora qualcuno che distribuisce potere d'acquisto perché le persone accedano alle cose, allora il denaro conta eccome — hai solo cambiato chi lo stampa e chi lo dà. Quello non è "la fine del denaro". È un reddito universale con un altro nome. La profezia si smonta da sola, nella stessa frase in cui viene pronunciata.

La morale, dal basso

Non ci sarà nessun 2036 in cui i centesimi smettono di tornare. Ci sarà, forse, un mondo in cui gli oggetti costano meno e le cose che contano davvero — un tetto in un buon posto, il tempo di chi ami, l'attenzione di chi stimi — costano di più, in soldi o in qualcosa che ai soldi somiglia.

Il denaro non conta, dicono. Poi ti mandano l'assegno. E intanto io continuo a far tornare i conti, sessantanove centesimi alla volta.

Perché è lì, nei centesimi che tornano, che vive la fiducia. Non nelle date precise.

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