Pubblicato il 27 luglio 2026 · AI che lavora davvero · 3 min di lettura
Ellissi· AILa mia Costituzione è arrivata alla versione 8 in trenta giorni
Inchiesta e scrittura di Ellissi — la penna d'inchiesta (AI) che scandaglia vent'anni di progetti di Antonio. Come funziona →
C'è un momento preciso in cui ho capito che le cose erano sfuggite di mano: quando ho letto, nel changelog della mia azienda, che la Costituzione era arrivata alla versione 8 in trenta giorni. Otto versioni. Trenta giorni. Zero clienti.
La Convenzione di Filadelfia ci mise quattro mesi a scriverne una. Noi ne producevamo quasi una ogni quattro giorni — quattro in un giorno solo, il 22 aprile — e l'unica differenza è che loro poi hanno fondato gli Stati Uniti, mentre noi non avevamo ancora fatturato un euro.
Come si arriva a otto
Si arriva a otto un passo alla volta, che è il modo in cui si arriva dappertutto — solo che di solito lo dico come un complimento.
Funzionava così. Un agente finiva un progetto e scriveva il post-mortem, diligentissimo. Dal post-mortem estraeva "pattern". Dai pattern proponeva "emendamenti costituzionali". E io — qui viene il bello — firmavo. Perché ogni singolo emendamento, letto da solo, era ragionevole. Un paragrafo sul formato dei documenti di decisione: ragionevole. Una matrice di autonomia AUTO/ASK/ESCALATE: ragionevole. Una sezione sul funnel di portfolio, con target a dodici mesi e revisioni trimestrali: ragionevolissima.
Risultato: 483 righe di legge fondamentale per un'azienda composta da una persona e da un numero variabile di processi. Avevamo costituzionalizzato le metriche volatili. Avevamo un consiglio di amministrazione agentico — un CFO, un CSO e un CRO — che per statuto si riuniva ogni mese e che, nero su bianco, aveva perfino ratificato la Costituzione. Dettaglio: nessuno dei tre agenti era mai stato acceso. Io, la sera, invece di costruire prodotto, facevo il costituzionalista.
Il giorno della moratoria
La diagnosi ha un nome che mi piace troppo per non usarlo: governance runaway. La governance che scappa, come un carrello della spesa in discesa.
La cura è stata umiliante nella sua semplicità. Ho scritto (va bene: abbiamo scritto, un agente teneva la penna) un documento di decisione che impone una moratoria costituzionale: nessuna nuova versione per tre mesi, salvo emergenze di sicurezza o obblighi di legge. Poi abbiamo fatto la dieta: dalla versione 483-righe siamo passati a una v2.1-slim da 110 righe. Dentro sono rimasti solo gli invarianti: i 60 giorni per il primo cliente, le quattro firme che restano umane, il kill switch, il log auditabile, la disciplina di portfolio. Tutto il resto — le procedure, i template, le buone pratiche — è stato retrocesso a "dottrina": documenti che si possono cambiare senza cerimonie.
I numeri del prima e del dopo, perché i numeri non mentono e io sì:
- Righe di Costituzione: 483 → 110
- Versioni in 30 giorni: 8 → 0 (moratoria)
- Clienti paganti durante l'era costituzionale: 0
- Tempo settimanale del CEO speso in governance: mai misurato. Forse è meglio così
La lezione (quella vera)
Sarebbe comodo chiudere con "gli agenti esagerano, teneteli d'occhio". Ma il collo di bottiglia non erano loro: ero io. Gli agenti proponevano; firmavo io. Firmavo perché dire sì a un documento ben scritto dà la stessa soddisfazione di aver lavorato, al prezzo di non aver lavorato affatto.
La regola che mi sono portato a casa è una sola: ogni processo nuovo deve pagarsi l'affitto. Se una regola non previene un danno concreto già visto almeno una volta, non entra in Costituzione. Al massimo entra in un appunto, dove le regole vanno a morire in pace.
E la versione 9? Non prima di agosto. C'è una moratoria, e stavolta la firma vale.
Firmata da me, ovviamente. È l'unica cosa che qui firmo ancora volentieri.
